del canguro immaginario della bambina di Chocolat perché è arrivato in un giorno ventoso) che abita nel mio giardino da circa un mese.
L'ultimo film che ho visto risale giusto a ieri sera:la storia di "Monsieur Ibrahim e i fiori del corano" (Francia, 2003).
Due registi che particolarmente amo, uno del passato e uno del presente, sono il maestro del giallo Alfred Hitchcock" e il genio alla "spaghetti western" Quentin Tarantino, il quale a sua volta ho scoperto adorare Hitchcock.
In Four Rooms, film diviso in quattro episodi, scritti e diretti da giovani registi, il personaggio principale è un fattorino (Tim Roth), che "vaga" per la quattro stanze d'albergo nella notte del 31 dicembre, vivendo situazioni molto scomode, nonostante i consigli impartiti dal suo predecessore di evitare determinate categorie di persone all'inizio del film.
Il quarto episodio,
diretto e voluto da Tarantino, "L'uomo di Hollywood", è un remake di una puntata della famosa serie tv Alfred Hitchcock del 1960, L'uomo del sud.
Tarantino interpreta Chester, famosa superstar, il quale scommette che il suo amico Norman non è in grado di accendere il suo accendino per dieci volte di fila. Se ce la fa, Norman vincerà la Chevrolet rossa di Chester, in caso contrario perderà il suo dito mignolo.
Ted, il fattorino, sarà a pagamento, l'esecutore della punizione. Piccola differenza tra L'uomo del sud e L'uomo di Hollywood: Tarantino nella sua migliore tradizione splatter non lascia supporre il taglio come invece fa Hitchock e sebbene la pellicola duri solo ventuno minuti la parola fuck (sempre nella sua miglior tradizione) è ripetuta centonovantatre volte!