Quattro nuove mostre aprono le danze della stagione autunnale di pittura e non solo.
A Roma, presso il Complesso del Vittoriano e aperta fino al 4 febbraio, la mostra “Viva la Pittura!”. Oltre 230 opere tra oli, sculture, disegni, acquerelli, documenti…La mostra racconta
la storia di un’amicizia tra due protagonisti dell ‘arte del 900, Matisse e Bonnard, incominciata con il motto “Viva la Pittura!”, durata quasi 40 anni e interrotta solo dalla morte. Sempre in ambito romano, la mostra dedicata a Paul Klee, organizzata dalla Fondazione Memmo e aperta fino al 7 gennaio. Uno dei pittori più amati del XX secolo nelle opere di uno dei suoi affezionati collezionisti che realizza a Roma il sogno di presentare “Les Klee du Paradis”.
Sostandoci a Milano, la Fondazione Mazzotta organizza fino al 14 gennaio la mostra “Magia, grafia, colore” dedicata a Chagall e Mirò. In mostra una sessantina di opere di Chagall e novanta di Mirò provenienti dalla Fondazione Maeght di Saint Paul de Vence. Ultima ma non ultima, la mostra aperta fino al 7 gennaio a Palazzo Reale interamente dedicata a Boccioni dal titolo “Boccioni pittore scultore futurista”.
La body art, o arte del corpo, è sempre esistita
fin dagli albori della civiltà: la tendenza a pitturarsi il volto nei rituali di caccia delle comunità primitive è un esempio di pittura funzionale del nostro passato.
Oggi, la body art si configura come un movimento pittorico e non solo che utilizza il corpo come mezzo espressivo d’eccellenza.
Il corpo è protagonista indiscusso,opera d’arte da mettere in mostra ed esibire.
L’intento è provocatorio, all’avanguardia, in antitesi con le forme più convenzionali d’arte. La body art ha alle spalle esperienze e riferimenti importanti, quali il Surrealismo e il Dadaismo. Anche il teatro ha molto influenzato le forme di scrittura del corpo.
Parlando di body art, più che riferirsi ad un movimento omogeneo è infatti corretto intendere la convergenza di artisti operanti in settori diversi e provenienti da differenti esperienze artistiche.
L'artista che ha realizzato la performance della fotografia è Emma Hack (Sydney, Austriala). La posizione assunta dalla modella evoca una particolare posizione dell'antica disciplina orientale dello yoga.