In seguito a tutto il pandemonium scaturito prima, dopo e durante, di notizie, contronotizie, accuse e controaccuse, provocazioni e indignazioni legate all'iniziativa V-Day ecco la mia opinione che comincia con un interrogativo lecito: da che parte schierarsi, ideologicamente parlando?
Perchè bene o male devi prendere una posizione di fronte a tale evento di impatto mediatico-politico-satirico, identificarti con una parte o l'altra, facendo un minimo di autocritica e rivisitazione positiva o negativa, ma che sia sempre costruttiva, di ciò che ti propinano sovramisura tg, quotidiani, blog....onde eviatere prese di posizioni estreme o all'oppostro posizioni di comodo ora qua ora là.
Espongo la mia opinione a distanza di qualche giorno perchè ritengo che ci sia bisogno di una buona dose di riflessione al giorno d'oggi (non che io mi ritenga all'altezza ma almeno ci provo), niente decisioni tout cour, una visione quanto più informata e diversificata.
Mi rendo conto che non sarei mai potuta essere uno stratega o un generale romano pronto a decisioni immediate ma piuttosto un buon bicchiere di vino rosso lasciato decantare per anni.
Ad ogni modo, io, sto con Luttazzi e con la sua pura satira politica, al di fuori del tubo catodico o meglio dei pixel di un grande televisore lcd.
Niente contro Grillo sia chiaro e la sua iniziativa ma dagli ultimi interventi durante il V-day mi è sembrato di assistere più ad un revival di uno spettacolo di satira con intenti politici, tra l'altro già visto (con la differenza che non c'era il biglietto da pagare) camuffato nelle vesti di una vera e propria iniziativa non così ben congeniata.
Insomma Grillo fa benissimo a sollecitare le nostre menti, a concretizzare e a coinvolgere le piazze perchè come lui stesso afferma parafrasando Gaber "Libertà è partecipazione" ma io appoggiando Rivera ("lo scandaloso terrorista", ovviamente per me è un appellativo che scimmiotto ironicamente, presentatore del 1° maggio a Roma) ritengo che occorra anche definire quali sono i termini di tale partecipazione perchè, se il malcontento c'è ed è palese, è anche facile euforizzare gli animi raduni in piazze gremite di persone, con l'illusione di una pseudodemocrazia e non sempre la partecipazione, per definizione storica, è stata democratica e costruttiva.
"Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria " afferma Newton. Niente di più vero e più calzante per il V-Day che ha addirittura modificato il terzo principio della dinamica in "Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria con una buona dose di giramenti di c.........i prima, dopo e durante da parte un po' di tutti"
A parte gli scherzi, il mio dubbio è questo: si ha esatta coscienza di quale sia tale reazione e in che direzione porti?! Il V-Day è solo una provocazione visto l'estenzione goliardica della lettera V o una realtà concreta?!
Ho aperto con un interrogativo e chiudo il post con un altro punto di domanda anzi due e qualche punto esclamativo.
Aspetto altre occasioni di confronto da tutti coloro che vogliano contribuire con le proprie opinioni.