Cominciamo da principio a raccontare una delle avventure più emozionanti e allo stesso tempo più terrificanti di questi mesi: L'ESAME DI STATO PER L'ABILITAZIONE ALLA PROFESSIONE DI PSICOLOGO (solo cercare di leggere la dicitura tutta di fila ti toglie il fiato).
Parma, 28 Maggio 2007.
Dopo mesi e mesi passati sui libri a studiare (non è vero ma fa tanta suspense) eccomi a Parma il giorno prima dell'esame di stato.
In realtà eccomi a Vezzano Ligure dove io e altre (alcuni volti nuovi, altri conosciuti, altri ancora fino a quel momento semplici nicknames conosciuti sul forum per l'esame, raccattati per la strada con improponibili cartelli del tipo "CIOCCOLATA SIAMO QUIIII!!!) abbiamo perso la coincidenza e dobbiamo attendere 4 interminabili ore prima del prossimo treno.
Una scena alla Kaffka sotto un'insolita pioggia ligure che tinge il cielo di grigio e che si trasforma in un teatrino dell’assurdo quando una logorroica studentessa di psicologia improvvisa un cabaret di chiacchiere ipnotiche quanto irritanti.
Ci dirigiamo verso il primo rifugio nelle vicinanze: il bar di fronte alla stazione dove una signora, viaggiatrice sventurata come noi, pensa che aver perso la coincidenza sia stata una mossa di cospirazione delle FS per far arricchire il baretto dove stiamo consumando, affermando che "E' tutta una corda tirata". La guardo scettica e annuisco.
A Parma siamo arrivate verso le dieci di sera, sotto la pioggia, con trolleys rumorosi sul pavé di una citta già tra le braccia di Morfeo. Io sotto il mio ombrello azzurro di soffici nuvole. Non ho mai apprezzato quell’oggetto tanto odiato come quel giorno con le scarpe di tela zuppe.
Il nostro Ostello-Hotel è nel cuore della città e il suo nome è tutto un programma...LAZZARO!!!
Ma a quell'ora tutto va bene e la mia camera non è neanche male.
Molto, anzi troppo calda ma accogliente, con arredamento stile vintage. La divido con Chiara mentre Giulia, Francesca e Natascia (nostra sostenitrice morale e fisica nel senso che se non c'era lei a tirarci su le valige sul treno non ce l'avremmo mai fatta) dormono proprio sotto di noi. Ci ritroviamo con le ultime energie per riti scaramantici dell'ultima ora.
L'indomani arriva presto, gli ultimi ripassi sfogliando freneticamente libri, appunti e schemi autoconvincendoci che sappiamo tutto. Immaginiamo i possibili titoli dei temi che usciranno. Colazione sontuosa al Cafè Cavour e via in facoltà. Si comincia con l’appello: volti più o meno sconfortati e titubanti del proprio sapere fanno il loro ingresso sul patibolo. Estrazione del titolo del tema…attimi in cui non capisci più niente e poi via. Con la mano sudaticcia afferri la penna e pensi: “Ce la posso fa”! Titolo: “L’importanza degli strumenti d’indagine in psicologia: colloquio, osservazione, indagine psicometrica e strumentale”. Tre ore. Stanca ma soddisfatta rimonto sul treno per Viareggio.
17 Giugno 2007.
Di nuovo in partenza per Parma per sostenere la seconda prova. Trovo Giulia alla stazione e sul treno c’è già Francesca. L’atmosfera è molto più rilassata, stavolta c’è pure il sole e a Vezzano Ligure arriviamo in perfetto orario senza signore paranoiche e studentesse affette da bulimia verbale. Arrivo a Parma nel primo pomeriggio. Ci impossessiamo delle chiavi del nostro miniappartamento al Liberty (il nome non poteva che farci ben pensare) proprio di fronte alla facoltà ma fortunatamente coperta, per non inquietarci troppo, da una chiesa. Vedi te… la Provvidenza a volte fa miracoli!! Posiamo le valige e andiamo a passeggio per il centro visto che è domenica pomeriggio. Ci scambiano per turiste in visita alla settimana della musica a Parma e noi in coro, in stile fantozziano, rispondiamo: “Siamo a fare l’esame di stato”. Poco credibili con un paio di scarpe a ballerina a quadretti in mano e nei camerini a provare magliette coloratissime. Rientriamo a casa e mi improvviso cuoca: pasta al pomodoro tipo che la sagra del tordello è haute cuisine in confronto! Dopo la mia succulenta cenetta realizziamo magnifiche foto simulando i disturbi del DSM (manuale diagnostico dei diversi disturbi riconosciuti dalla comunità scientifica) e poi a letto. Al risveglio capatina al Cavour (siamo ormai abitudinarie di Parma) e di nuovo in facoltà. Con la mano ancora più sudaticcia della volta precedente perché non potevano accendere l’aria condizionata per via di una causa in corso con un anziano simpatico signore che denunciava il molesto rumore dei condizionatori universitari, mi sono letteralmente divertita a fare la prova di clinica, io che ho sempre studiato psicologia del lavoro e delle organizzazioni.
Morale della favola….siamo passate tutte e 4 e a settembre abbiamo l’orale!!!