Chi sono

Utente: MorningDew
Nome: Silvia
Conoscete quale sia il vostro vero valore, e non vi perderete.

Lasciate una traccia di voi

utente anonimo in L'arcobaleno dal mio...

Archivio

oggi
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006

Partecipano

Scatti fotografici

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Chi è passato di qua

*loading* visitatori
sabato, 23 dicembre 2006

L'arcobaleno dal mio obiettivo e nelle diverse tradizioni

Questa foto è stata scattata qualche giorno fa dopo un acquazzone dalla terrazza di casa mia.
Curiosando su Internet ho trovato queste interessanti mitologie legate all'arcobaleno.
Nella mitologia greca, si tratta di un sentiero fatto da un messaggero (Iris) tra terra e paradiso.
Nella mitologia irlandese, il nascondiglio segreto del folletto Ieprechaun irlandese col suo pentolone pieno d'oro è generalmente alla fine di un arcobaleno.
Nella mitologia cinese, l'arcobaleno era una spaccatura nel cielo sigillata dalla dea Nuwa  con pietre di sette colori differenti.
Nella mitologia Hindù , l'arcobaleno è chiamato Indradhanush, o arco di Indra, il dio del fulmine e del tuono.

postato da: MorningDew alle ore 11:10 | link | commenti (3)
categorie: fotografia
venerdì, 22 dicembre 2006

La musica di Puccini non ha confini

Sono sempre più impegnata, incastro una cosa dietro l'altra, cerco di fare tutto senza rinunciare a niente. A volte ci riesco bene, a volte ho bisogno di fermarmi perchè per fare tutto bisognerebbe inventare un giorno di 48 ore.
A volte questo blog ne risente, rimane silenzioso per troppo tempo, a volte accumolo cose da dire e scrivo tre articoli in una mattinata (come oggi), altre non ho proprio da dire niente e allora meglio stare zitti.
Ma ci tengo a ricordare questa cosa anche se accaduta quasi una settimana fa. Del resto non è richiesta una cronologia lineare anzi i flashback sono il bello del racconto.
Adesso per esempio, sto pensando qual'è il senso di questo blog perchè ogni cosa, per il fatto stesso di esistere e acquisire valore con il tempo, ha bisogno di un motivo che ne giusifichi la sua esistenza.
E' nato inizialmente come voglia di dire qualcosa, come una forma libera di espressione. Ma tra qualche anno quale sarà il suo valore o meglio quale sarà il valore che io gli attribuirò in un'ottica che va oltre le  conosciute contingenze ed esigenze del momento?
Credo che per me questo blog sia, oltre il bisogno di scrivere, come un'impronta sulla sabbia, una testimonianza della mia presenza, il mio esserci ed esserci stata nella dimensione etere, proiezione del mondo reale e lattraverso questa, aver lasciato orme della mia presenza nel mondo e nel tempo.
Al di là di questi sofismi che comunque mi rendono più chiaro il perchè di questo blog, riprendiamo le fila del discorso, chiudendo tutte le parentesi tonde, quadre e graffe che ho aperto.
Facciamo quindi un passo indietro nel tempo fino allo scorso sabato quando sono andata a vedere il concerto di Natale nella hall dell'ospedale dove faccio tirocinio.
Il concerto era dedicato a Puccini e alle sue principali opere, interpretate da alcuni artisti locali ma anche di fama internazionale, fino all'estremo Oriente.
Sarà che nella mia città, proprio di fronte al lago c'è la casa di Puccini, il festival pucciniano e che sono un'amante delle opere perchè questa è l'aria che ho sempre respirato fin da piccola ma il fazzoletto è sempre stato nella mia mano sinistra.
Due sono le cose che mi sublimano fino a farmi scendere incontrollatamente le lacrime: le mostre di pittura e l'opera.
In questo caso per descrivere al meglio ciò che ho provato faccio la parafrasi delle parole che Julia Roberts dice in "Pretty Woman" dopo aver assistito ad un'opera al teatro.
Mi si sono intorcinate le budella.

postato da: MorningDew alle ore 09:06 | link | commenti (2)
categorie: occasioni speciali

Guarda te dove va a nascere un pino!

Stamani mi sveglio e ancora assonnata vado sul terrazzo e cosa vedo?
Inizialmente mi sembra uno scoppietto dalla forma di quelli per l'ultimo dell'anno  ma mi fa strano.
Cosa ci fa uno scoppietto nel mio barbecue?! E per di più puntato in direzione di casa mia stile missile su Cuba?!
Non li ho neanche mai comprati.
Mi avvicino e...
...in un luogo pressocchè assurdo e ostile alla vita è cresciuto un picolo pino, con ancora il cappuccio in testa!

postato da: MorningDew alle ore 08:19 | link | commenti (1)
categorie: caso o destino
giovedì, 21 dicembre 2006

Dalla generosità delle persone nascono le cose migliori

La scorsa settimana ho ricevuto tramite mail un invito ad una cena natalizia a casa di due persone stupende Paola e Michele nella meravigliosa casa di Corsanico. Qui accanto potete vedere l'invito che conteneva due semplici regole:
1) Ognuno porta qualche cosa da mangiare e
2) Porta anche un regalo nascosto in un pacchetto natalizio.
Al termine della serata le persone se ne andranno scegliendo a caso un pacchetto.

Naturalmente ho accettato con entusiasmo questa occasione da non perdere e sensa dubbio veramente originale e simpatica.
La serata è stata molto piacevole con tante persone speciali e uniche; un banchetto delizioso (ad eccezione della mia torta pseudo-sacher che è venuta bruttina ma quasi buona) e una coreografia natalizia curata nei minimi particolari (dal centrotavola al fabbro martellante del presepe).
Poi lo scambio dei regali e la promessa di ritornare per Befana.
Grazie Paola e Michele! Di nuovo tanti auguri a voi e all'allegra compagnia di ieri sera!
Buone feste!

postato da: MorningDew alle ore 13:41 | link | commenti (7)
categorie: occasioni speciali
domenica, 10 dicembre 2006

Nel frattempo...

Mi sono resa conto che è dal 25 novembre che non scrivo sul mio blog. In realtà i miei spazi di cratività ci sono stati comunque in questi giorni di assenza attraverso la creazione di molti regali di Natale per i miei amici realizzati da me.
Ecco cosa è successo nel frattempo, oltre ai vari regalini fai da te!

Venerdì 1 dicembre mi è stato chiesta una cronaca della serata “Salviamo il mostro” organizzata dall’associazione Onlus “Giorgio Tazzioli” di Viareggio che ha visto la partecipazione di Roberto Tesi, il quale a macromolecole ci ha raccontato la storia del Manifesto dalla fondazione ai giorni nostri per comprendere gli sviluppi di questa testata giornalistica e i motivi della sua attuale crisi.
Non essendo una giornalista, non sono riuscita a mantenere l’oggettività tipica di una cronaca, riportando rigorosamente i fatti; il resoconto che segue è una mia personale interpretazione simbolica della storia del Manifesto, ricavata dai dati storici che ci sono stati esposti e da me rielaborati secondo la semantica del mare.

Era il 1969. Il vento di cambiamento soffiava nell’aria e il vascello era pronto per lasciare il porto. Nonostante l’equipaggio non fosse preparato alle grandi navigazioni e il vascello non disponesse di tutto il necessario di cui un vera nave avrebbe avuto effettivamente bisogno, le vele si issarono, l’ancora fu levata e la nave, con il vento in poppa, in un clima di euforico entusiasmo e fervore e allo stesso tempo di incertezza del presente per i pochi denari in tasca, salpò con coraggio alla volta dell’oceano.
Il suo carico era uno spartito. Non uno spartito qualunque, era uno spartito che, attraverso le sue note, evidenziava gli aspetti di luce e ombra dello scenario globale; come un faro era il riferimento di molti navigatori.
L’equipaggio era costituito da grandi uomini con un obiettivo comune: solcare i mari e lasciare una scia con i soli mezzi a loro disposizione: una mappa e una bussola.
Da allora il vascello ha sempre traversato mari e oceani, con successo nelle acque pericolose e nelle correnti sconosciute, sornione nelle acque amiche, molto spesso preda degli eventi fasti e nefasti della propria epoca, a volte cambiando nella propria impostazione.
Attualmente il vascello continua la sua rotta ma in una situazione di precarietà, in cui la bussola non sembra più trovare il nord; alcuni marinai hanno dato il loro addio, altre leve si sono aggiunte all’equipaggio, altre ancora sognano di cacciare la balena bianca.
E’ un momento di crisi: le vele non sono più bianche come un tempo, le tavole di legno del pontile sono adesso pesanti e annerite dagli eventi che, travolgendo il destino del vascello, hanno portato il capitano a scelte sofferte ma decisive per l’esistenza stessa dell’imbarcazione.
Non è più l’epoca dei grandi mecenati, re e regine che finanziano le iniziative dei condottieri mettendo a rischio il proprio capitale; il vascello è adesso preda del proprio destino anche se non pochi dalla terra ferma lo sostengono perché credono ancora nella sua missione e desiderano la sua esistenza.
Alcuni pescatori nel porto di Viareggio sostengono che la colpa non è solo dell’epoca e delle contingenze storico-politiche ma risiede nelle scelte stesse del vascello: rotte troppo difficili, problemi di incomunicabilità, discrepanze decisionali e d’impostazione tra i membri dell’equipaggio.
Probabilmente la verità è nel mezzo di queste supposizioni ma il dato di fatto è che la crisi è reale e che, con il sostegno morale e materiale dei pescatori, il vascello è alla sua decisione più importante.

postato da: MorningDew alle ore 16:34 | link | commenti (1)
categorie: occasioni speciali

Un saluto dal Messico

Ecco una bellissima  foto che Paola mi ha inviato del suo viaggio in Messico.


postato da: MorningDew alle ore 13:42 | link | commenti
categorie: fotografia